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aratro

el partichè

È lo strumento classico, usato fin dai tempi più remoti per rompere e smuovere la superficie del terreno per la coltivazione. Tutti gli aratri, anche i più semplici e rudimentali, sono sempre costituiti da tre parti caratteristiche, ognuna delle quali adempie ad un determinato ufficio: il timone o bure, che serve per applicarvi la forza trainante, la stiva o stegola, che viene afferrata dall’uomo per la guida dell’aratro, ed il corpo lavorante, che serve per scalfire, rompere, smuovere e talora rivoltare il terreno. La parte destinata a rivoltare la terra, chiamata versoio od orecchio, il coltro e le ruote, si trovano nei tipi più recenti e perfezionati, e la loro introduzione rappresenta tante tappe nello sviluppo, nel perfezionamento e nell’adattamento ai diversi climi e terreni di questo strumento, sviluppo e perfezionamento che ha proceduto di pari passo con la civiltà.

Origine e sviluppo. – Se ci riferiamo all’origine dell’aratro, per seguirne attraverso i tempi ed i popoli i successivi gradi di sviluppo, potremo far derivare tutti gli aratri esistenti da due tipi fondamentali: a) aratri a bure diritta o a bastone, i quali si possono collegare a quel primitivo strumento a mano che è il bastone da scavo; b) aratri a bure curva o ad uncino, che hanno il loro antenato in uno strumento a mano a percussione, la zappa.

(enciclopedia Treccani)

La Pieve di Gaifa

Via Pieve di Gaifa, 24
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Marche – Italy

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