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I Mercoledì della Pieve

Vi invitiamo a I Mercoledì della Pieve – Gaifa racconta, ogni mercoledì dal 12 Giugno in poi, presso il Circolo Culturale Pieve di Gaifa (Canavaccio di Urbino).

PROGRAMMA EVENTI 2024

Il 12 giugno, a S. Stefano di Gaifa, hanno avuto inizio I mercoledì della Pieve, promossi dal Circolo culturale Pieve di Gaifa e realizzati con la collaborazione di: Comune di Urbino, Pesaro Capitale Italiana della Cultura 2024, Provincia di Pesaro e Urbino, Arcidiocesi Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, Confartigianato Impresa Ancona-Pesaro e Urbino, Camera di Commercio, La Via Maestra, Prometeo il Farro e Accoglienza Canavaccio.

Le giornate proseguiranno fino al mese di Settembre unendo momenti esperienziali pomeridiani -tra cui laboratori di artigianato artistico, incisione, maiolica- a spettacoli e letture, nonché visite guidate al campo-vetrina (fino a data di mietitura) che raccoglie le diverse specie di farro e sementi antiche.
La sera inoltre verranno ospitati incontri con la presenza di esperti, di volta in volta, in archeologia, scienza, storia, storia dell’arte, folklore e tradizioni popolari, a partire dal territorio della valle gaifana, ma sempre rapportandosi ed aprendosi a più vasti ambiti.

In collaborazione con La Via Maestra stato inoltre adibito un ambiente interno alla Pieve come spazio espositivo con possibilità di acquisto delle opere di pregiato artigianato marchigiano, aperto dal Lunedì al Giovedì, dalle 10:00 alle 16:30.

Il primo ospite a “I mercoledì della Pieve”, il prof. Oscar Mei, docente associato di Archeologia classica nell’Università Carlo Bo di Urbino, ha illustrato tematiche inerenti a Archeologia a Gaifa e dintorni: Canavaccio e Calmazzo in età romana.

Da tale incontro-conferenza, si riportano alcuni degli argomenti esposti, imprescindibili per la storia di questi luoghi, a partire dalle ipotesi sulle “presenze romane vicino alla pieve medievale”; l’interesse per l’area è testimoniato fin dal 1720 da Giovan Francesco Passionei quando scriveva al fratello Domenico, poi cardinale a Roma, di essersi recato alla pieve di Gaifa per vedere una certa fabbrica antica, ricoperta da un uomo e mezzo di terra:

«vidi vicino alla porta della pieve lontana da Calmazzo due miglia circa, molti capitelli di marmo antico, una lunghissima colonna di granito d’Egitto ed altri pezzi di marmi, che dinotavano esservi stata anticamente qualche bella fabbrica o di bagni o di un tempio.
L’arciprete di Gaifa mostrò un libro delle memorie della chiesa, dove vi erano varie memorie di tradizioni antiche che in detto luogo vi fosse un bellissimo tempio, ed io voglio rivedere il detto libro per vedere cosa dice e per potere venire in chiaro di qualche cosa per il nostro proposito. Io poi feci scavare per cinque giorni continui, dove si diceva esservi de’ marmi antichi e ritrovai una fabbrica col pavimento a mosaico, o sia tessellato ed un canale di piombo, di luce quattro piastre unite insieme e le muraglie incrostate d’un certo verdaccio antico, segato a tavolette, e da un canto ritrovai una moneta di Claudio che vi accludo» ~ cfr. A Vernarecci., Fossombrone dai tempi antichissimi ai nostri, 2., 1903, pp. 90-91, riporta il ms. della Biblioteca Passionei, vol. 35.

Il prof. Mei si è poi soffermato sul Vicus di Calmazzo, su quanto è possibile visionare ancora in situ, come il recinto con monumenti sepolcrali, l’area sepolcrale nella vicina località di Ponterotto, ma anche sul riutilizzo di alcuni reperti già nella chiesetta S. Maria di Pontemoro non più esistente, che sorgeva nelle vicinanze del Ponte di Traiano, sul Metauro, a Calmazzo, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Tra i reperti, iscrizioni onorarie con dediche a Claudio e Agrippina, decorazioni architettoniche -tre elementi con girali d’acanto, oggi nel museo di Fossombrone-, iscrizioni nel portichetto della chiesa, dove erano murate; tra queste, il cippo attualmente nel Museo del Lapidario di Urbino, che attesta il restauro del Ponte di Traiano (si è ipotizzato anche si trattasse del Ponte di Diocleziano). Riguardo alla chiesa di Pontemoro, va aggiunto che essa apparteneva all’abbazia di S. Angelo di Gaifa come riportano le bolle del 1110 e del 1146 dei pontefici Pasquale II e Eugenio III, in cui si elencano i possedimenti dell’importante abbazia: il cippo commemorativo ora in Urbino, è ricordato dagli storici riutilizzato nella stessa chiesa o proveniente dall’abbazia.

Un altro argomento, l’esistenza di Forum Brent(ani ? um? orum?) menzionato da Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, che ricorda tra i popoli della Regio VI, i Forobrentani, immediatamente seguiti dai Forosempronienses. è il luogo di origine di Luca Petronio Sabino, di cui è liberto il giovane Lucio Apuleio, come è nell’iscrizione sul cippo (anni 170-180) attualmente nel Museo del Lapidario di Urbino, rinvenuta nel castello di Primicilio, tanto da localizzare ipoteticamente Forum Brentani appunto a Primicilio (ma diverse sono le ipotesi). Il personaggio Lucio Petronio Sabino è espressamente attestato come originario di Foro Brent(anorum) in un’altra iscrizione (fine 176-inizio 180), mentre in una terza, posta in onore della figlia, è ricordato come patrono della colonia di Ancona, centurione del primo manipolo dei triarii, procuratore di due augusti (probabilmente Marco Aurelio e Commodo).

L’intervento del prof. Mei, seguito con particolare interesse dal numeroso pubblico presente, ha contestualizzato il territorio rapportandolo con la grande via consolare Flaminia e con i diverticoli da essa dipanatisi. I temi sopraesposti trovano parzialmente spazio anche nella monografia Gaifa la terra di nessuno; ad un anno dalla pubblicazione, ciò conforta sulla scientificità del lavoro svolto.

Anna Fucili, giugno 2024

URBINO UN’ESPERIENZA DA VIVERE, UN RICORDO DA CUSTODIRE

STORIE

Benvenuti alla Pieve di Gaifa, dove sarete accolti da Dame e Conti che vi racconteranno le origini della storia di Urbino a partire da Gaifa stessa, dove il piccolo Federico da Montefeltro trascorse parte della sua infanzia.

NATURA

Scoprirete i boschi e i ruscelli che il duca da bambino percorreva per raggiungere i castelli dei Conti, i mulini del 400 e conoscerete la storia dell’Abbazia, dove trovò rifugio.

ARTE E ARTIGIANATO

Incontrerete le maestranze artigiane che hanno mantenuto nei secoli le antiche tradizioni artistiche, vi sveleranno i segreti di bottega che hanno formato i grandi artisti, e vi guideranno infine alla realizzazione di un’opera d’arte come ricordo della vostra esperienza.

SAPORI

Sarete attratti inoltre dai profumi della cucina del refettorio rinascimentale, i prodotti della nostra terra, sapori antichi di eccellenze enogastronomiche.

ESPERIENZE

Gaifa è la sintesi di questa storia in un unico luogo, che ha visto evolversi la specie umana, narrata attraverso il nostro campo didattico. Dai Piceni, ai Romani, alle corti medievali e fino ai giorni nostri: sarete i protagonisti di questa storia millenaria.

LEGGENDE

Un castello che porta il nome del suo signore Primicilio, ma che può ancora raccontarti dell’amore di Antonio per la sua Bruschina: fanciulla dall’animo combattivo e fiero, di chi porta ancora nella memoria le origini longobarde e i culti antichi dai tempi degli dei.
La misteriosa campana Brombolona, che riportava l’iscrizione del quadrato magico “SATOR”, ora scomparsa lasciando il suo nome alla torre come unica superstite delle vestigia del castello…

DOVE

Ci troviamo nelle terre dell’antico Ducato di Urbino e nell’attuale località Canavaccio, di fronte al monte Pietralata, in prossimità della Gola del Furlo. Qui, alle pendici dei monti delle Cesane, scorre il fiume Metauro che ha reso Gaifa un luogo naturalmente fertile e culturalmente ricco di arte, storia e tradizioni.

PROGRAMMA EVENTI 2024

La Pieve di Gaifa

Via Pieve di Gaifa, 24
61029 Canavaccio di Urbino (PU)
Marche – Italy

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